LEGhiAMoVi


L'evoluzione, guai a chiamarla trasformazione, o nuova disposizione almeno al dialogo del MoVimento 5*, indipendentemente dalla riuscita e dall'eventuale orizzonte temporale di un Governo con la Lega, apre una stagione di nuovi possibili scenari anche nella politica dei comuni sopra i 15.000 abitanti per i quali sono previsti, secondo la normativa vigente in materia di elezioni amministrative, nel caso non si superi la soglia del 50% + 1 del consenso raccolto alle urne da un partito o da una coalizione, ipotesi alquanto remota in un sistema politico ormai tripolare, un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno con meccanismi di apparentamento o sostegno.

   Sembra infatti ormai archiviata, forse definitivamente, la stagione politica nella quale al MoVimento 5* bastava riuscire a garantirsi il ballottaggio al primo turno nelle elezioni amministrative dei comuni sopra i 15.000 abitanti per poi vincere al secondo turno complice la coalizione che ne veniva esclusa, poco importava se di centrosinistra o di centrodestra, che ne garantiva spesso un appoggio, anche se mai dichiarato, alle urne piuttosto che preferire l'astensione pur di non far passare la coalizione avversaria e che di fatto ha favorito la sperimentazione delle prime giunte pentastellate.

   Oggi, complici diversi fattori che qui non elenchiamo ma che si possono riassumere un po nella nobile ed ostinata difesa della verginità politica che impediva loro qualsiasi forma di peccaminoso dialogo con le prostitute e gigolò partitici rappresentanti di altri enti inceppando così la macchina amministrativa e un po nell'onesta mala gestione della cosa pubblica che riportano l'elettore che li aveva votati per protesta e per speranza nel bene rifugio dell'astensione, favoriscono di fatto i comuni interessi del Partito Democratico e di Forza Italia.

   È infatti ormai pratica comune dei due partiti o di loro rappresentanti scegliere, nella migliore e più rara delle ipotesi, candidati di tutela ambo... partes e, nella peggiore, candidati di carta o su carta che consenta alla spesso impresentabile o, peggio, inguardabile classe politico partitica a detenere di fatto il potere pur in vesti istituzionali di apparente secondo piano. Il voto diventa così un esercizio di mutuo soccorso qualora solo una delle due parti dovesse andare al ballottaggio e coi grillini.

   La salv...ata Lega intanto, varcato il sacro fiume alla patria, il Po lasciando a difesa delle fortezze del nord un manipolo di irriducibili autonomisti tenta di rafforzare la propria testa di ponte su Roma prima che re Silvio rivendichi ancora una volta per se il trono del centrodestra e la pretesa di indicarne il successore alla sua morte.

   In un quadro di eventuale convergenza politico istituzionale sacrificata alla ragione del potere tra Partito Democratico e Forza Italia, e già in alcuni luoghi sperimentata, l'unica soluzione elettorale e, forse politica, possibile, almeno per le amministrazioni comunali, potrebbe essere solo un'alleanza LegAMO5Stelle con un candidato Sindaco ed una sua lista di garanti in modo tale che la prima, la Lega, possa finalmente superare la subalternità al tricolore e la seconda, i 5*, diventare una proposta di governo per una città.

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